Non siamo sciocchi, oggi non si chiude null'altro che un giorno convenzionale e domani sbaglieremo a scrivere le date nei compiti in classe, nei verbali, nei nostri diari segreti.
Solo che è sempre prevalente in noi quell'esigenza di ritualizzare e quindi anche io insomma, mi ritrovo qui a tirare le somme. Lo facevamo già alle elementari, un conto dopo l'altro, addizioni su addizioni e poi scrivevamo: "Rispondo: A Ludovico rimangono 5 caramelle".
10, lode e bacio in fronte dalla maestra.
I conti sei costretto a farli prima o poi, e tutti, non appena giunge il 31 dicembre, buttiamo lo sguardo ai giorni trascorsi, col giusto distacco che da solo ci permette di non sbagliare.
Un anno fa brindai nell'intimo cubicolo di un' auto popolata, e fu una bella metafora: la ricchezza dell'essenziale.
Ma rimanevo comunque troppo legata alla paura di quello che sarebbe stato, con uno sguardo anticipatorio e ingombrante che non lasciava spazio all'hic et nunc.
Quello che so oggi invece, è che non avere paura è difficilissimo e che lo sforzo di metterla da parte rimarrà e persisterà finchè non diventerò una donna migliore e più libera. Ma quest' anno che verrà mi interessa meno, perchè ho molto per cui dire "grazie" alla luce di un passato recente e continuo.
Prima di tutto a me stessa per tutte le volte che mi sono concessa di "sentire" piuttosto che di "pensare", per aver compiuto passi importanti, per aver uscito la testa della tana e provato a dire: "ehi, non la penso come te!"; grazie perchè il pensiero è diventato realtà quando ho deciso di mettermi in gioco e la mia opinione è arrivata davvero lontano, dove non potevo neppure immaginare. Grazie per la sincerità, per le lacrime e i miei momenti densi, grazie.
Poi per il dono della verità: due frasi mi hanno accompagnato in questo cammino, due asserzioni chiare, semplici e dirette. Da un lato l'augurio intriso di certezza: "che sia per te l'anno della svolta", dall'altro il limite incessante oltre il quale inizia la vita: "non puoi negarti la possibilità di sbagliare ancora". Così mi sono messa in testa di scrivere, di schierarmi politicamente, di ricominciare a studiare, di farlo con gusto.
Dico grazie ancora per i nuovi volti che popolano la mia vita, volti e nomi come Kelo, Bea e Fede che sembra siano usciti dal cappello magico con un colpo di bacchetta, e abbiano preso posto provvidenzialmente al mio fianco, così dissimili quando parliamo, così simili quando comunque ci capiamo. E altri nomi consueti, ribattezzati nell'accettazione del cambiamento mio e loro, ma legati da quel filo di seta indistruttibile.
Grazie a chi crede in me ogni giorno, per gli attestati di stima e per i "no" ricevuti; grazie a chi condivide tacitamente la responsabilità di un ruolo a volte pesante; grazie per i tuoi limiti, perchè li hai confessati. Grazie per i miei limiti, costanti punti di partenza. Grazie per la musica, che affranca l'anima, per il sonno della notte, per il cibo sano e buono, per la campagna, per il mare, la montagna e quei panorami pazzeschi. Grazie a questo blog che mi fa stare bene, grazie per i piccoli progetti di ogni giorni e quelli grandi che non vogliono smettere di imparare.
Grazie perchè si ringrazia davvero solo quando ci si sente riconoscenti alla vita, e chi è grato è grande. Grazie per il motto che da ieri mi accompagna, che prende posto di #mipisto, che pure mi ha regalato tanto gioie. #Viveresenzanoia sarà l'unica cosa che conta già: è facile, puoi provare anche tu.
Si parte dal presupposto che la vita è un dono, ciò implica profondo rispetto per il tempo che passa e gli ingranaggi si muovono quando fissi degli obiettivi piccoli e grandi, a breve, a medio e a lungo termine. E' un cubo di Rubik dove le combinazioni possibili sono infinite e ad ogni mossa ne cambi qualcuna: il segreto è la costanza, il risultato è il cambiamento, l'evoluzione. Vivere senza noia è lavorare ogni giorno, ma con uno spirito diverso, capace di rinnovarsi, che abbia rispetto per le tue passioni e volontà, che fare una cosa senza voglia è morte. Il dovere deve diventare una contingenza favorevole, un compromesso sensato, altrimenti sei fuori.
Vivere senza noia, il gioco che aspettavi.
Buon 2016!

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