
Logiche inarrivabili finché non le vivi, finché non ci sei dentro. È una lezione che non impari una volta sola, ma ogni volta si ripete. Ho smesso di costruirne un film di cui non ero più neanche protagonista, se credo nel divino, devo attuarlo nel reale. Solo così, standoci dentro finché non hai male ai muscoli, finché perdi la voce e il vento arruffa i capelli, quando lasci andare le paure e dai spazio solo alla fiducia, quando mandi in frantumi il gesso del formalismo e ti animi, solo così esce fuori te stesso, quello sconosciuto soggiacente, incontra te e trasforma il mero equilibrio in preziosa armonia, sprigiona il vero taciuto dal convenzionale, diventa la tua personalissima poesia. Comprendi il senso del lasciare, l'importanza dell'andare e la bellezza del rimanere: scopri novità sul tuo conto che rinnovano il modo di vedere il mondo, gli altri e infine te stesso. Un'altra domenica bestiale, un altro viaggio. Le bionde certezze, gli sguardi complici, gli abbracci sicuri, le parole mai scontate, la misura giusta, i caffè all'inizio del giorno e l'ultimo dal sapore malinconico, i punti di riferimento di sempre, l'osservatore lontano che si unisce al coro riconoscendosi nell'unico simbolo che accarezza tutti, un segno di croce sincronizzato in quanto puntuale e preciso. E ancora il misurarsi, la naturalità di gesti e note, come un copione già usato, che riproponi perché è bello e basta. Lo sforzo nel comprendere, la curiosità dei ragazzi, la loro voglia indiscreta, attenti, altamente pretenziosi e severamente critici. Genuini. Esemplari. Preziosi. La riserva di adrenalina alimentata dall'esigenza di amore, e più ami più canti, e più esigi e più dai, la formula perfetta, il segreto immacolato, il divino nell'umano, l'azione trasparente del Dio progettante si fa storia con l'io narrante. Una pagina colorata di creatività e calore, un disegno poderoso, una chiara Bellezza. Perciò mi sta a cuore, essendo essa stessa io, oggi nell'impavida veste della mia domenica bestiale.
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