giovedì 1 marzo 2018

Vorrei incontrarmi tra cent'anni


Vi capita mai di guardare una vecchia vostra foto e non riconoscere più la persona che rappresenta?
Sentirsi estranei rispetto a quelle stesse forme che vi hanno dato fattezza.
Sentirsi altro, sentirsi distante molte miglia, in un presente dove sono diventate tante le consapevolezze e grande è la tenerezza per quel volto disorientato e impaurito, che sarebbe cresciuto in poco tempo, il corrispondente di molti anni. 

Magari non è successo qualcosa di veramente rivoluzionario nella tua vita, magari fai le stesse cose di allora. Eppure hai vissuto almeno quei due o tre switch-off che hanno aperto i tuoi occhi sul mondo e sugli affari della tua anima, al punto da cambiare prospettiva, spostandoti alcuni passi più in là rispetto al punto in cui eri. 

Mi succede spesso in sogno di non riuscire a proferire parola, anche quando so perfettamente quello che vorrei dire. O se parlo, non vengo compresa.
Non mi cimento in interpretazioni freudiane di dubbia validità, come spettatore attento davanti a una opera, azzardo piuttosto interpretazioni ampie che in fondo, hanno la sola pretesa di esplicitare i miei pensieri. 

Ci sono persone che non sentono l'esigenza di dire quello che hanno in testa e altre per cui esprimersi è fondamentale, se non addirittura vitale. 
Ho la sensazione che nonostante i miei sforzi per convincermi che appartenere al primo gruppo sia più conveniente, più mi silenzio, più torna a farsi viva quella parte di me impressa in foto, remissiva e insicura, mai andata via davvero. 

Ma le opinioni non sono questioni dicotomiche: o prendi una posizione o sei un pusillanime, o preferisci il silenzio o ti accordi rispetto alla responsabilità di ciò che pensi, o bianco o nero, o moderati o estremisti, o voti o non voti, o la rivoluzione o l'affossamento. 

C'è un tono di libertà marcato anche nella moderazione e c'è un fiero equilibrio anche nelle vie di mezzo, quelle voci che non ci concediamo di ascoltare, quella via non ancora considerata e difficile a vedersi, un po' selvaggia un po' disciplinata, dritta verso un'unica meta: la pacificazione. 

Si tratta di discernerla.
Si tratta di scegliere. 

E se m'incontrassi di nuovo fra cent'anni in un intimo momento tra me e me, vorrei sorridere di tutto quello che non sapevo e ringraziarmi per tutto quello che avrò compreso. 




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