lunedì 13 febbraio 2017

Inconscio a quattro ruote

Da un po' di tempo a questa parte faccio un sogno ricorrente, sono io sui pattini. Quelli a 4 ruote in linea che per frenare devi alzare il tallone e far fare attrito al retro, con l'esterno di plastica e dentro di spugna. Non sono molto brava. Per spostarmi di pochi metri vado appoggiandomi ai muri o agli oggetti per strada, però non demordo. 

Stanotte procedevo con scarsa armonia in una strada di città con la pavimentazione di sanpientrini abbastanza lisci da poter essere percorribili. Mi sono imbattuta in quattro donne adulte e di gran classe. Una era bionda, senz'altro, e aveva che dire con un'altra; le due restanti per lo più ombre. Commentavano la mia poca maestria e goffaggine, poi hanno svoltato per un vicolo che - non so bene perchè - era anche la mia direzione. Provavo un certo timore nell'attraversarlo, ma mi sono lanciata. Mi ricordava tanto via Bara all'Olivella, a Palermo, dove mi reco spesso. Stavo davvero facendo fatica quando qualcuno mi si è avvicinato...

Un ragazzo, anche lui sui pattini, mi porgeva la mano. Indossava una t-shirt e un paio di pantaloncini; i capelli scuri e arruffati scendevano sulla fronte, sorrideva appena ma era gentile. Gli ho chiesto come si chiamasse e registrai solo "Ema". <<Ema!>>,  esclamai. <<No, Emal>> mi corresse. Fresca delle suggestioni sanremesi, non stupisce ora la somiglianza del nome con quello del noto cantante classificatosi terzo, Ermal Meta. Adesso non ho più un'immagine chiara del suo volto, per cui continua a tornarmi solo quello del cantautore. Niente male perciò. 

Stranamente sentivo di potermi fidare di quello che apparentemente poteva sembrare un ragazzaccio di città. Sbucammo in una piazza. C'era una bella atmosfera, era sera: alcuni locali avevano dei tavoli all'esterno, c'erano delle scale sempre in pietra e le luci coloravano il complesso di giallo. D'un tratto fu come se ci conoscessimo da tempo. Ci avvicinammo a un tavolo pieno di gente che conoscevo e con mia sorpresa scoprivo che conoscevano anche Emal. Nessuno era stupito di vederci insieme. Aspettavano entrambi. Non ne sono sicura, ma credo che mangiammo pizza. I pattini erano scomparsi dai nostri piedi. 

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