Quando arriva la sera generalmente mi pongo una domanda: "sono stata produttiva oggi?"
Mi serve per fare sempre il punto della situazione, verificarmi e compiacermi.
Per potermi ritenere soddisfatta oggi credo sia doveroso il passaggio da questo blog, per non lasciare alla precarietà delle parole quella che considero una grande ricchezza.
Questa è stata la prima giornata di vero caldo nella stagione, preludio forse di un periodo di fatica e sudore; ma era pur sempre domenica e non poteva mancare una sosta al bar con gli amici...
Con molta naturalezza si è avvicinato a noi un uomo, un signore del paese che conosciamo e rispettiamo, che tutti rispettano, simpatico e di compagnia. Si è seduto tra noi e ha ordinato da bere per tutti...
Non ci è voluto molto per capire che aveva voglia di stare in mezzo a noi e di essere ascoltato, come tutti gli anziani: un incredibile bagaglio di memorie, alcune delle quali spero di imprimere in questo post.
Quando ho completato le scuole elementari in Sardegna - ha cominciato - volevo continuare con le medie, ma avrei dovuto spostarmi dalla provincia a Cagliari; così mio padre mi disse di lasciare perdere perchè avevamo un grande bestiame e potevo occuparmi di quello. Ma a me "annoiava" badare al bestiame e "vosi" continuare. Così andai a Roma e presi la terza media; e poi chi putia fari? C'era u marito di mia sorella a "Ggermania" e mi disse: "Veni qua che ti faccio lavorare io"; e andai a Germania a lavorare in fabbrica. Si guadagnava eh...lì trovai una ragazza ma non era mia moglie ah! Un giorno arrivò mia moglie: ou...appena la vosi vedere con i capelli che arrivavano sotto il sedere, lo capii subito eh...Allora ci dissi all'altra ragazza:"noi rimaniamo amici" e vosi andare con mia moglie. Lei c'aveva i suoi fratelli là e non la potevo toccare, neanche così ah...solo da lontano; allora era il 15 dicembre del '62 e dovevamo tornare a casa per Natale; allora abbiamo deciso di scendere insieme ma i suoi fratelli mi dissero: "Tu non vieni a Pollina però". E niente...quando siamo arrivati a Roma ci promisi a mia moglie che lei andava a casa sua a fare le carte e io andavo a casa mia a fare le carte per il matrimonio. Quando sono arrivato a casa i miei parenti mi hanno preparato tutto, vosi portare il formaggio e la carne quella buona, pronta, perfetta. E così partii - ascolta Sofia, intercalava - e arrivai a Palermo; io un canusciva niente, non mi sapevo muovere e allora presi il taxi. Avia l'indirizzo e c'hu fici avvidiri a chiddu. "Ma io un sacciu unn'è Pollina" mi disse quello; io ci dissi "Puoi parlare in italiano per favore?", non lo avevo capito chi diciva, non conoscevo ancora il siciliano. "Non so dove è Pollina, ma comunque partiamo". Appena siamo arrivati u Finali e vidimu Pollina in capu dda muntagna ci vinni a confusioni: "dda supra amu a cchianari?". "Camina" ci dissi; io ero tranquillo, mia madre mi avia cucito i soldi d'intra la camicia e stavo sereno - capito Giusy? - e siamo arrivati a Pollina alla Maddalena e iddu si firmau; ma io ci dissi "Acchiana ancora fino a unni pò iri a machina". Allora si fermò nella curva più sopra e io scinnivu cu tutti i valigi e i cosi i manciari. Ci dissi "Quant'è?" - "Diecimila lire"- allora ce nne detti dodicimila e ci dissi di andare a mangiare. E quello "Grazie grazie", baci, abbracci, era contentissimo. -Ride- Allora c'erano due e ci vosi dumannari perchè dovevo trovare a me mugghieri, ci fici vedere la fotografia e uno mi dissi "Ma è me cuscina!" e mi ci purtò. Lei non era sola, c'era sua madre, le sue sorelle ma mi sono trovato subito bene ah...poi ci siamo sposati ah e siamo tornati subito a Germania per il viaggio di nozze. Ou...sono passati 52 anni e la voglio bene come il primo giorno...
Ou...io sono maestro di autodifesa ah, e questo è importante perchè ho l'autocontrollo...ed è importante perchè ti fa resistere alle tentazioni, hai la disciplina...
Si era fatto tardi; sentivo la stanchezza ma anche la gratitudine per quel tempo speso ad ascoltare. Sono tornata a casa perchè la processione per la festa del Corpus Domini era già partita da un pezzo. Avevo bisogno di silenzio e di togliermi di dosso l'appicicaticcio causato dalla forte umidità. Poi sono scesa per strada, aspettando che il Sacramento passasse: dovevo suggellare quello stato d'animo, rendere grazie.
Al passaggio del Santissimo mi sono soffermata a guardare e quello che cercavo mi fu chiaro: il signor Angelo aveva conosciuto l'amore incontrandolo, da allora non ha più smesso.
La mia processione era stata compiuta, solo per altre vie.
Pregare è adorare, adorare è amare in silenzio.
"Ora lascia, o Signore, che io vada in pace
perchè ho visto le tue meraviglie..."

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