Le mie domeniche bestiali mi piace viverle al contrario, cioè ripensandole.
Sono insolite perchè prima di tutto, iniziano con una sveglia puntata a differenza di tutte le altre. Ma poi capita sempre che prima che parta il suono, mi ritrovo a controllare l'orario e chiedermi perchè sono già sveglia. Ci sono dei vestiti lì ad attendere già dalla sera prima di essere indossati, più o meno sempre gli stessi, o meglio, sono i colori che non cambiano. Rosso vivo per tenere sempre a mente che non si indossa solo un tessuto, si indossa lo spirito giusto. E' ovvio che preparandomi, qualcosa la scorderò a casa. E' altrettanto indiscutibile che una volta a bordo dell'auto che mi porterà alla meta, i conti non tornino: qualcosa manca, qualcosa non la so proprio, qualcosa potrebbe stupirmi. Sempre presente è invece quel bruciore di stomaco e ogni colazione tristemente lasciata, non consumata.
Il viaggio è tempo di trepidazione ma anche di tensione, così cerco di non muovermi più di tanto altrimenti inizio a pensare che non mi sento bene. E' un viaggio sempre condiviso, e questo è bello; significa che nelle mie domeniche bestiali non sono mai sola. Forse è qui che accade, non ne sono certa. Ho aperto lo sportello della macchina per scendere, oggi come sempre, ed è stato come impostare il cambio automatico per guidare, come rileggere ancora una volta lo stesso libro ma scoprirne sempre nuove sfaccettature. Sta di fatto che non mi sono più fermata.
Non so se faccio bene o se faccio male, se me la cavo oppure sono un disastro, se avrei fatto meglio a rimanere a casa o se posso fare la differenza. So che in campo sono scesa per intero, con le mie responsabilità ma anche con la mia persona, so che non ci sarà finzione, perchè non ci sarà tempo di pensare, verrà fuori e basta. Io le vivo così le mie domeniche bestiali, a 100 all'ora, e non mi fermo se non è il mio corpo a farlo, non mi fermo se non finisce la festa.
Il resto si consuma in sguardi: lunghi, complici, improvvisi, cercati...sguardi che valgono più di intere conversazioni, che conservano intatta l'essenza dell'amicizia, che profumano di gioia, che restano a sera nel sorriso inebetito di me viva.
Menzione d'onore a certi abbracci, figli dell'estroversione, maturati nel tempo dell'attesa, esplosi nella grazia di un momento.
Le domeniche bestiali si vivono due volte, per questo sono anche speciali. Finita la festa, inizia un'altra storia, più bella per certi versi: si dice "elaborare" in genere, io non la farei così tecnica. E' il mio mondo tanto quanto quello appena vissuto, dove mi sento ancora come un libro conosciuto ma sempre nuovo per ogni occhio passante dalle sue parole. E mi fa sentire innocente, forse anche fragile. C'è una grande verità racchiusa in quei momenti, ne sono certa, e mi concede il privilegio di schiudersi per rivelarsi. Non è solo cumulo di emozioni, non è solo gioia: sembra più vera pace...
Così amo trattenermi più che posso con essa, lasciandomi addosso quei colori, ripensando a quegli sguardi, rivivendo la mia domenica bestiale.

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